Sofia Cambin

I fotografi saranno sostituiti dall'intelligenza artificiale?

Una riflessione inedita per capire cosa ti aspetta se stai pensando anche tu di utilizzare l'intelligenza artificiale per creare i tuoi contenuti.

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Pensare è faticoso.

Questa è una frase che mi è rimasta particolarmente impressa nell’evento di marketing più grande d’Italia, che si è svolto a Rimini questo weekend.

Ed è vero: pensare è estremamente faticoso, ed è per questo che abbiamo tutti deciso di farci aiutare dall’intelligenza artificiale:

Non sappiamo quale nuovo post creare su Instagram? Chiediamo all’AI.

Vogliamo scrivere un nuovo post per il nostro Blog? Chiediamo all’AI.

Vogliamo creare una fotografia senza imparare le nozioni fondamentali e spendere poco? Facciamola generare dall’AI.


Siamo in un mondo dove rischiamo di perdere la nostra individualità, il nostro io, a favore di un’intelligenza digitale collettiva, che sarà capace di dare degli ottimi consigli, sia a noi, sia agli altri, senza differenze, grazie a una banca universale di dati.

Più volte mi è capitato di notare che i contenuti di un’azienda si distinguevano ben poco dai contenuti di un’altra. Questo perché l’AI dà consigli simili a tutti, indipendentemente da chi noi siamo.

Magari riesce a comprendere il tuo target, i tuoi bisogni. Ma non riuscirà mai a dare una soluzione creativa, fuori dagli schemi ed unica.

Questo perché, come è stato detto questo weekend al Marketers Word, l’AI non può permettersi di sbagliare, invece l’essere umano sì.

Ma è proprio lo sbaglio che ci permette di essere unici e di distinguerci.


Questo tema dell’intelligenza artificiale è molto delicato per me. Come fotografa ho il timore che un giorno i miei clienti, al posto di commissionarmi degli shooting, chiederanno al computer di creare queste immagini. È vero, il mondo della ristorazione, è un mercato difficile, pieno di spese, e lo capisco. Infatti, non mi stupirei se ci fossero operatori che decidessero di affidarsi alla generazione artificiale delle immagini dei loro piatti e dei loro menu. Alla fine, viste le enormi migliorie dell’AI negli ultimi mesi, sarà facile: chiedi ciò che ti serve e in meno di un minuto avrai. O forse.


Ma chiediamoci, se tutti i ristoranti, scegliessero di generare le immagini in questo modo, senza assumere una persona reale, cosa succederebbe?

Internet è pieno di merda, e lo dico senza vergogna. Ci sono contenuti che ci fanno passare più tempo sui social per distoglierci dalla vita reale, fake news, e pubblicità. Se andassimo anche a generare immagini di hamburger o di camere di hotel grazie all’intelligenza artificiale allora dov’è l’autenticità? Dov’è l’arte? Dov’è la bellezza del diverso? E infine, perché un cliente dovrebbe scegliere un ristorante piuttosto che l’altro se alla fine le immagini degli hamburger sono le stesse?


Se l’arte scompare, scompare l’umano. Scompare una vita fatta da fatiche e di pensieri. Una vita degna di essere vissuta.

E ciò che vedremo online sarà tutto artificiale e falso, premiando di conseguenza ciò che sarà autentico.

Capisci il dove voglio arrivare? Forse te lo spiego meglio…

Ora, o nel prossimo futuro, creare fotografie di piatti con l’AI può essere trendy.

"Cavolo, non ho più bisogno di spendere per un fotografo e ho il mio magnifico hamburger!"

Visto che è così magnifico e poco costoso, tutti faranno così, e verrà creato un database di immagini simili, create dalla stessa intelligenza artificiale collettiva, senza permetterci di differenziare il nostro ristorante da un altro. Avremo un insieme di contenuti artificiali e falsi che rovineranno la nostra esperienza sia digitale, sia fisica. Infatti, il digitale (come una fotografia pubblicata su Instagram) è una promessa del reale, ma come sarà possibile se le fotografie verranno generate con l’AI? Come sarà possibile che un cliente sarà soddisfatto, se la “fotografia” autogenerata non corrisponderà alla realtà?


Ma tutto ciò, onestamente, non mi spaventa affatto, perché malgrado un primo attimo di paura, mi sono resa conto che questa standardizzazione porterà alla valorizzazione della nostra autenticità.

Possiamo vedere questo trend come un’onda, ora siamo a metà della risalita, ma arriverà a mio avviso un punto dove il web sarà saturo di contenuti autogenerati e, gli utenti, stanchi di vedere contenuti senza alcun valore, premieranno i contenuti creativi, autentici, magari anche rischiosi, che solo una persona reale è capace di creare. Perché come dicevo prima, l’AI è brava a fare il “compito”, ma non è capace di osare e di distinguersi.


Tutti fanno ciò che fanno tutti. Questo è il principio dell’AI: replicare ciò che è accettato. Ma purtroppo a mio avviso non sarà la standardizzazione che ci farà essere speciali.


Ed ora, finito il mio lungo pensiero, devo correggerlo con ChatGPT, si sa mai che mi giudichiate, avrò dato qualche informazione errata o dimenticato di scrivere qualcosa a difesa della mia tesi!


Sofia


P.s. Ma quindi hai capito se questo articolo è stato corretto dall’AI oppure no?

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1. chiedi al cliente

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